Espero que puedan entender el italiano en mi blog: http://euregio.losio.com, que consiste en proporcionar una solución a la crisis mediante el desmantelamiento del nacionalismo en Europa. Su opinión es valiosa para mí, escribir bien en su idioma. Una versión en Inglés del concepto básico es en la página; http://www.losio.com/100citta/federalismo.htm
I hope you can understand Italian on my blog: http://euregio.losio.com, which is to provide a solution to the crisis by dismantling the nationalism in
Ich hoffe, dass Sie auf Italienisch meinen Blog: http://euregio.losio.com, der zu einer Lösung der Krise durch den Abbau des Nationalismus in Europa führt, lesen können. Ihr Beitrag ist für mich sehr wertvoll, schreiben Sie bitte auch in Ihrer Sprache. Eine englische Version der Grundidee ist in der Seite http://www.losio.com/100citta/federalismo.htm
Altro che Province, vanno azzerati o le Regioni o lo Stato Nazionale!
Ecco il mio perché.
Lo Stato Italiano ha circa 150 anni, le Regioni circa 40 e i Comuni più di mille. Questo è il dato italiano: siamo una terra di Comuni. Le Regioni sono elemento del federalismo europeo, non certo di quello italiano. Le Regioni vanno pensate come un elemento federativo di Province e deciso dalle Province, su scala anche del tutto diversa dall’attuale. La Regione deve diventare, opportunamente dimensionata, il mattone dell’Europa, con confini che possono benissimo prescindere da quelli nazionali. Il federalismo italiano va invece basato, per essere solido e per rendere solido quello europeo, sui Comuni e sulle Province. Finalmente siamo alla resa dei conti? Forse qualcuno pensa ancora che si possa continuare con questa Italia? Una classe politica che non ha più il senso dell’autocritica. Una classe politica largamente scoppiata culturalmente la quale, dei valori civili tramandati per millenni da padri insigni e per lo più degni, fa sempre più spesso strame. Il punto ora è questo: Le regioni introdotte quaranta anni fa hanno rovinato il paese.
Le regioni hanno rovinato il paese perché formate da una classe politica brutta copia della classe politica nazionale, perché ridondanti nelle funzioni e generatrici di nuovi centralismi, fatti apposta per far fallire persino il paese potenzialmente più ricco del mondo come il nostro. La struttura regionale, o meglio macroregionale e transnazionale, ha senso per un’Europa nella quale siano stati azzerati gli stati nazionali, come stiamo ancora attendendo dalla fine della seconda guerra mondiale. Se l’Europa non è pronta per questa evoluzione, l’Italia deve cancellare, radere al suolo la struttura regionale, incluse le regioni a statuto speciale, e tornare alla valorizzazione dell’unico elemento strutturale vicino al popolo e voluto a furor di popolo (avrà un senso questa volontà, o no, o dobbiamo sempre e regolarmente frustrare le genuine aspirazioni dei nostri popoli?) che sono LE PROVINCE.
Con stima.
Postilla: provate a chiederlo al Presidente della Provincia più europea ed avanzata d’Italia, cosa ne pensa delle regioni, inclusa la sua a statuto speciale, prüfen Sie mal!
V. Anche: http://bit.ly/b37CQG
Si potrebbe chiamare “la rivincita di Sparta”, o si potrebbe riallacciare la grande storia di questi grandi popoli con lo slogan: “Alessandro Magno risiede a Bruxelles (vicino ad Aquisgrana …)”, o altro che verrà spontaneo nel seguito della trattazione.
Di cosa si tratta?
Veniamo al fatto contingente: lo stato greco ha fallito e ora i popoli della Grecia rischiano la sofferenza, la rabbia, il rancore, il caos.
Ma verso chi scaricheranno la loro carica emotiva negativa se non contro loro stessi in primis?
Un popolo europeo non è solo, quando ha scelto la sua patria per gli anni Duemila, quando ha scelto democraticamente l’Europa.
E questa è l’ora per la nuova patria di eseguire il suo compito, al quale i cittadini europei tutti liberamente ed esplicitamente l’hanno delegata, al di sopra di ogni altro potere prima costituito.
Che fare quindi?
Il governo greco ha sbagliato i conti, ha trasmesso situazioni non reali al comando europeo, quindi va sostituito d’autorità, perché inefficiente e non affidabile per il futuro dei cittadini greci.
Il governo greco va azzerato, insieme al parlamento che l’ha nominato e sorretto.
Le sue funzioni passano automaticamente e definitivamente al governo e al parlamento dell’Europa.
Elementare Alexis!
I governi delle regioni:
rispondano non più al governo di Atene ma a quello di Bruxelles, il parlamento di Atene si sciolga e intervenga il parlamento di Strasburgo.
Una grande opportunità organizzativa, una fantastica soluzione della gestione, un esempio per tutte le nazioni d’Europa che per ragioni varie vogliano iniziare il vero percorso dell’Europa.
Non sarà una panacea immediatamente per l’Europa intera, ma un’”oligocea” certamente, a partire dalla Grecia (Portogallo, Irlanda, Spagna, .. Italia, …) oggi (domani mattina).
Regioni della Grecia:
Where Is Europe?
Wo ist Italien?





































A. Premessa
L’Italia è il paese più in crisi etico-politica d’Europa.
B. Conseguenze
C. Breve sintesi del paese nell’ottica delle autonomie
D. CONCLUSIONE
Non si tratta dell’unità del/i paese/i culturale, storica, linguistica, quest’unità, per ragioni direi fisiche, è inamovibile e meriterà sempre attenzione e cura, ciò che va smantellato e ricostruito è la catena gestionale amministrativa del paese dove si parla la lingua di Dante, di Goethe … in un’ottica europea.
Come detto all’inizio l’Italia è il paese più in crisi dal punto di vista etico politico, e questo paradossalmente è un vantaggio per l’urgenza di trovare, di dover anticipare sviluppi che sono propri già oggi dell’Europa intera.
Dobbiamo quindi progettare, la prossima volta per vincere o rivincere le elezioni in Lombardia e oltre, un disegno che, attraverso la ristrutturazione dell’Italia in Regioni, porti le stesse regioni, gradualmente a partire da quelle già pronte, a rispondere non più all’Italia degradata di Roma ma all’Europa nascente e futura di Bruxelles e di Strasburgo.
Vox populi, interpretata oggi in modo estemporaneo in Italia, che va intercettata e tradotta in progetto politico serio con appoggio necessariamente molto ampio ed indiscriminato rispetto agli schieramenti tradizionali della vecchia politica italiana ed europea.